Pietro Malaguti – Consulente Energetico

Credere nel rinnovabile..

Gruppo di Riflessione Solare

  • PIATTAFORMA PROGRAMMATICA DEL GRUPPO DI RIFLESSIONE SOLARE

    INTRODUZIONE

    L’Europa si è data degli obiettivi energetici e climatici molto ambiziosi al 2020 e ancor più ambiziosi al 2050, che sono in corso di approvazione in questo momento disegnando uno scenario virtualmente “post carbon” al 2050 (meno 95% di emissioni rispetto ai livelli del 1990) e investimenti infrastrutturali nella green economy per una media di 270 miliardi di euro annui (l’1,5 % del PIL europeo). Perchè l’Italia possa fare la sua parte per il conseguimento di questi obiettivi è necessario che il governo italiano cambi radicalmente registro nelle politiche energetiche perchè è totalmente fuori strada. Va anche ricordato che l’Europa ha creato un club virtuoso di Sindaci per la sostenibilità (il “COVENANT OF MAYORS”) per coinvolgere i cittadini nel nuovo modello energetico distribuito e solare.

    La gravità della situazione climatica impone infatti di accelerare rapidamente la transizione da modelli energetici di seconda rivoluzione industriale (ciclo dei fossili) alla terza rivoluzione industriale (ciclo del sole).

    Per fare massa critica con il ciclo solare, è necessario sviluppare simultaneamente tutte le tecnologie di produzione energetica da fonti rinnovabili, anche quelle non ancora incentivate, e completarle con tecnologie atte a garantire l’integrazione nelle costruzioni, l’accumulo e la distribuzione attraverso sistemi di rete intelligenti. In questo senso è necessario passare dalla “dalla green economy alla grid economy”, cioè l’economia verde va pianificata nelle nostre città e nelle nostre campagne secondo un modello distribuito di rete, ri-progettando l’energia in funzione del territorio e non viceversa. “In un sistema di rete deve essere garantito, in primo luogo, il rispetto del principio di progettazione partecipativa che garantisce il senso di appartenenza e di gradimento da parte dei residenti nei confronti delle caratteristiche dellambiente urbano

    1. Se non è “distribuita”, la Green Economy non si discosta molto dalla Black Economy.

    Infatti “i regimi energetici determinano la forma e la natura delle civiltà: come sono organizzate, come vengono distribuiti i proventi della produzione e dello scambio, come viene esercitato il potere politico e condotte le relazioni sociali. La centralizzazione dellinfrastruttura energetica, a sua volta stabilisce lo standard di riferimento per il resto delleconomia, incoraggiando ladozione di modelli operativi analoghi in tutti i settori”.

    2 La terza rivoluzione industriale, basata sulla transizione energetica dal ciclo del carbonio a quello del sole, presuppone invece una altissima intensità di lavoro e una progressiva diminuzione dell’intensità di capitali (a regime, il sole è gratis). E’ ovvio che uno scenario simile rimette il potere decisionale in mano all’essere umano. Proprio questa centralità dell’individuo invece, rende questo scenario interessante come ispirazione di fondo da seguire da parte del governo italiano.

    PRIMA FASE

    Il governo ha il dovere di creare le migliori condizioni per uscire dalla crisi e a questo scopo vorremmo proporre approccio pragmatico basato su una strategia in due tempi: prima parare i colpi della crisi e poi sviluppare una nuova strategia di sviluppo stabile.

    La prima parte i questa strategia comincia con l’ascolto del grido di dolore degli operatori del settore delle rinnovabili, che attira l’attenzione del governo su tre necessità non più procrastinabili:

     

    1) Dare certezza agli investimenti con politiche stabili di incentivo di lungo termine. Non si tratta solo di reclamare una riduzione graduale e non brusca degli incentivi. E poi, una volta ridotti vanno mantenuti per i periodi previsti, e non cambiati improvvisamente e retroattivamente come ha fatto il decreto Romani, che ha determinato una situazione di incertezza di mesi che ha provocato il fallimento di oltre la metà delle aziende della green economy italiana, e la sfiducia delle banche, già non esattamente ben disposte ad aprire i cordoni della borsa. Al riguardo va ricordato brevemente che studi rigorosi e serissimi1 hanno dimostrato che contrariamente alle affermazioni superficiali e pretestuose, assunte dal decreto, gli incentivi non solo non penalizzano i consumatori a presunta difesa dell’interesse dei consumatori ma li premiano perchè abbassano il prezzo di picco dell’energia. Vanno dunque ritirate immediatamente le norme retroattive dell’articolo 65 del decreto liberalizzazioni, e se proprio si vuole mettere mano al problema delle liberalizzazioni nel settore energetico, suggeriamo di risolvere il conflitto d’interessi dell’ENEL, che da un lato offre soluzioni energetiche sul mercato, e dall’altro gestisce l’allaccio in rete in bassa e media tensione invece di TERNA;

    2) Sburocratizzare le procedure di autorizzazione e renderle accessibili a tutti i cittadini e alle imprese locali. In questo senso il primo atto di saggezza da parte de governo Monti dovrebbe essere la cancellazione di quell’infamia che è il registro degli impianti introdotto dal decreto Romani, che è una vera e propria Epica della burocrazia Kafkiana. Ecco il primo e determinante banco di prova per verificare la credibilità del nuovo governo. E questo va fatto subito, perché il famigerato registro dal prossimo anno dovrebbe essere esteso anche ai piccoli impianti, e questo sarebbe il de profundis per il settore, perché ammazzerebbe quel poco di industria che è riuscita a sopravvivere al decreto Romani. In linea di principio vanno semplificate le procedure per gli impianti distribuiti che vengono proposti dai cittadini e dalle piccole e medie imprese, mentre per i grandi impianti va garantita la certezza delle regole sia per il futuro che per il passato

    3) Garantire laccesso al credito per chi decide di realizzare un impianto rinnovabile. Dati i tempi di ritorno degli investimenti, nessuna banca dovrebbe aver problemi a concedere muti a tasso agevolato ai cittadini o alle imprese che vogliano impegnarsi nel settore. Non devono più essere richieste garanzie reali, perché il Ritorno dell’investimento è certo e rapido. Invece vanno introdotti nuovi standard di valutazione che sostituiscano quelli obsoleti e rigidi del nostro sistema bancario. In particolare, gli operatori del settore insistono che si aboliscano le rigidità che impediscono di concedere l’autorizzazione a imprenditori che hanno dovuto ipotecare i capannoni. Sono proprio loro che dovrebbero più di altri essere messi in condizione di godere del reddito supplementare fornito dal conto energia. Se proprio le banche vogliono essere garantite fino alla concessione dell’incentivo da parte del GSE, gli enti locali istituiscano dei fondi di rotazione a garanzia dei cittadini e delle imprese coraggiose che hanno il coraggio di scommettere “green”.

    SECONDA FASE

    Ma difendere gli incentivi sia economici che fiscali, e la loro accessibilità il più ampia possibile è solo la base di partenza perché l’economia italiana sopravviva alla crisi. Poi è necessaria una politica creativa di sviluppo. Infatti nel nuovo modello di rete di terza rivoluzione industriale, è necessario introdurre le tecnologie atte a fare massa critica sulle rinnovabili, (come le tecnologie di accumulo, idrogeno batterie ad alta efficienza, smart grids, reti di distributori e ricarica per la mobilità sostenibile etc) e queste tecnologie vanno introdotte attraverso il trasferimento progressivo degli incentivi dalle tecnologie energetiche mature a quelle di terza rivoluzione industriale. Vanno dunque pensate nove forme di incentivi per le smart grids, l’idrogeno, il solar cooling e tutte quelle tecnologie energetiche solari che non sono state ancora incentivate.

    Facciamo appello anche ai sindacati, alle organizzazioni economiche e le forze della società civile perchè sostengano l’introduzione di questa strategia in due tempi, che sarà il banco di prova per verificare se esiste da parte di questo governo una reale volontà politica di operare per portare il Paese all’avanguardia della terza rivoluzione industriale, con i vantaggi competitivi per la nostra economia che ciò comporta o dobbiamo rassegnarci a rimanere nella retroguardia del mercato energetico del futuro, e a un progressivo declino.

    Angelo Consoli

    Presidente del CETRI – Circolo Europeo per la terza Rivoluzione Industriale e Direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin,

    Livio De Santoli

    Direttore del centro di Ricerca CITERA e energy manager de La Sapienza

    NOTE————————————————————————————————–

    1 LE COMUNITA’ DELL’ENERGIA, – Quodlibet 2011, pag 111-112, di Livio De Santoli,

    2 LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, Mondadori, 2011, di Jeremt Rifkin, pagg.127 e seguenti

    3 http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2011/04/19/il-fotovoltaico-gonfia-le-bollette-e-vero-il-contrario/

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Detrazioni fiscali 2012

Sono confermati per tutto il 2012 gli incentivi fiscali (detrazione fino al 55%) per la riqualificazione energetica delle abitazioni.

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